Un altro mondo, il nostro futuro

Era la primavera del 2016. Una piccola azienda, DeepMind, acquisita da Google, aveva realizzato un motore di reinforcement learning testato su videogiochi del passato e si stava cimentando in qualcosa di più significativo: Sfidare il campione mondiale di Go, Lee Sidol, detto considerato il Roger Federer del gioco.

alphagotopper2

Tutta la vicenda è raccontata meravigliosamente nel documentario, e la folla al Four Seasons hotel di Seoul che si intravede nel documentario è solo una piccola parte dei 280 milioni di persone che, in Cina, guardavano incollati ai teleschermi, AlphaGo vincere.

In Europa pochissime persone lessero con attenzione la notizia, ancora meno ne ricordano tratti e contenuti a due anni di distanza. Il Go da noi è qualcosa di poco conosciuto e non compreso.
In Asia, il fatto che un motore di AI sconfigge l’uomo in un gioco inventato millenni prima e considerato la massima espressione dell’intelletto umano ha avuto un effetto dirompente.

La Cina ha invitato il team di AlphaGo a competere contro Ke Jie, un maestro cinese di Go a maggio del 2017, dandogli grande copertura e risalto mediatico (da noi la notizia non è neppure passata), e due mesi dopo, ha svelato il suo Next Generation Artificial Intelligence Development Plan nel quale definisce la strategia nazionale per diventare leader globale nella AI entro il 2030.
Ancora più rilevante, ad ottobre 2017, il Presidente cinese Xi Jinping, al congresso del partito comunista cinese, pronuncia un discorso nel quale emergono intelligenza artificiale, big data ed internet come tecnologie guida sulle quali investire per trasformare l’economia cinese, mai prima di allora, in un congresso del partito si era parlato di tecnologia.

La corsa di Pechino verso le tecnologie emergenti è sconvolgente, uno racconto interessante si può trovare nel libro AI Superpowers dove Kai-fu lee traccia i percorsi multipli che stanno proiettando la Cina verso una leadership incontrastata nell’area.
Eppure quando sento parlare di Cina o di AI da noi mi sembra di vivere in un mondo diverso. Si parla di progetti strategici che, nella gran parte dei casi, sono semplici ChatBot, si racconta di AI come fosse una storia di fantasia, affidando il racconto a story-teller più che a professionisti. Ci si preoccupa (poco e male) degli impatti che la tecnologia avrà sul mondo del lavoro trascurando le opportunità enormi di creazioni di posti di lavoro.
In questo report del WEF  di pochi mesi fa emerge chiaramente come l’impatto di queste tecnologie porterà alla creazione di 60 milioni di posti di lavoro in più rispetto a quelli che scompariranno, e tutto entro il 2022.
Un tema centrale per qualunque governo, per qualunque amministrazione.

E quando si parla di Cina sento parlare solo di oggetti di qualità scadente e poca tutela dei  diritti umani, non alla superpotenza già in procinto di superare gli Stati Uniti che sta accelerando drasticamente sulla più grande opportunità del futuro.

La startup più finanziata al mondo sulla AI? Toutiao (3.1Bn$), naturalmente Cinese, la seconda? SenseTime (1.6Bn$), sempre cinese. In Italia, complessivamente, abbiamo investito a fino a settembre 2018, 307 milioni di euro.
C’è tanto lavoro da fare, e una opportunità enorme per il nostro futuro.

Unknown's avatar

About Andrea Pescino

I'm a digital technology expert, passionate about the impact technology and data could bring to the world. Now contributing actively to tackling biggest challenges of our times with the usage of data, digital techologies and expertise.
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a comment