Il CES è il Consumer Electronic Show, e si tiene a Las Vegas, tutti gli anni, a gennaio.![]()
Si tratta della fiera più grande legata all’industria dell’elettronica di consumo e, come dice appunto il nome, è legata al mondo “consumatori” sia di elettronica che di informatica.
Quella di quest’anno (si è svolta a Las Vegas dal 10 al 13 di gennaio) è stata un’edizione particolare: da un lato Microsoft (che negli ultimi anni faceva addirittura l’evento di apertura del CES ed era una delle attrazioni principali) ha dichiarato che questa sarebbe stata la sua ultima partecipazione, dall’altro si è potuto notare come l’evoluzione abbozzata negli ultimi anni stia prendendo corpo in maniera sempre più significativa.
Partiamo da Microsoft. La dichiarazione di non presenziare più a CES in effetti potrebbe colpire: Da un lato è evidente come, anche per l’IT, sia in atto un sorpasso, in termini di dimensioni del mercato da parte del mondo “consumer” rispetto alla parte “business”. Dall’altra è ancora più evidente come Microsoft stessa, nata dal PC e quindi dal consumer, abbia via via costruito una vocazione forte verso il mondo business / enterprise, ma che rimanga attenta e concentrata (e con tanti ricavi che da li provengono) al mondo consumer.
XBox è un esempio incredibile di successo (e di recupero), ed ultimamente sempre più spinte all’innovazione arrivano proprio dal mondo consumer e vengono poi ereditate dal business (spesso maldigerite).
Il senso quindi della rinuncia da parte di Microsoft a CES è proprio quello di seguire le orme di Apple e Google e concentrarsi su eventi propri, o comunque più piccoli, maggiormente allineati ai propri tempi di rilascio, così da poter generare più “hype” più interesse su quanto viene portato al mercato. La scelta è quasi necessaria in un mondo sempre più “social” che fa del passaparola (il “buzz” come viene chiamato dagli americani) lo strumento centrale di promozione.
Peccato perchè, anche in questa edizione, sono state tante le cose interessanti che stanno venendo fuori da (e vicino) a Microsoft.
Qui il link alla keynote di Steve Ballmer: KEYNOTE (prima parte)
Partecipando da anni alla partner conference MS, sono rimasto sempre colpito dalla varietà dei concorrenti. Da Oracle ad IBM a Linux a VMWare, ma senza disdegnare (anzi in questi ultimi anni diventano i competitor numero uno) Google ed Apple, e non ne cito un’altra decina almeno.
E’ evidente che Google ha un motore di ricerca e vive di pubblicità, Apple ha il marketplace e dei device molto intriganti, mentre Oracle ha il Database e un bel po’ di tecnologia correlata. Il punto è che, come piattaforma, non hanno nulla di integrato.
Spesso, dal punto di vista tecnico, anche la tecnologia della casa di Redmond ha qualche pecca dal punto di vista dell’integrazione ma la visione, storicamente, è sempre stata molto chiara.
Il mondo sta convergendo in una società sempre connessa, con strumenti che abilitano questa visione sempre diversi (un tempo erano i PC, poi i telefoni, quindi i tablet, ora ci sembrano i televisori, ma in realtà tutto può essere connesso ed interagire: Auto, Frigoriferi, semplici finestre).
Questi dispositivi che spesso hanno strumenti che abilitano scenari evoluti (Videocamere, GPS, accelerometri, bussole, sensori di vario genere), si appoggiano a servizi che vengono forniti attraverso la rete (il famoso Cloud) sfruttando da un lato quello che è il network sociale che ciascuno di noi si è creato, e dall’altro fornendo un “feedback” al nostro piccolo mondo su cosa stiamo facendo, cosa proviamo, come ci vogliamo mostrare.
Da qui nascono cardiofrequenzimetri collegati alla rete, trainer personali, auto che conoscono la nostra musica, ce la fanno sentire e la raccontano ai nostri amici così che loro possano condividerla, comunicando ritardi, incidenti, film che ci interessano).
Tante sono state le tecnologie abilitanti (Virtualizzazione, touch e multitouch, evoluzione della rete, fattori di forma e riduzione delle cpu e dei consumi) e tante stanno arrivando ora (strumenti di controllo vocale e soprattutto gestuale).
In questo percorso, la cosa più interessante, è che Microsoft è sempre stata sia leader che profondamente presente.
E questo le permette, al momento, di recitare ancora un ruolo da grande protagonista per il futuro. E’ evidente che la borsa e gli azionisti premono e portano spesso ad una visione di breve periodo ($ per azione), ma nel lungo periodo, non esistono al momento aziende che hanno uno stack tecnologico così ben posizionato per soddisfare questo futuro da “permanentemente connessi”.
Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserverà il futuro…