Il mondo al di là dell’oceano

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E’ notizia recente che Google abbia deciso di aumentare del 10% il salario a tutti i suoi 23mila dipendenti.
La cosa, vista con gli occhi di chi fa impresa da questa parte dell’oceano, soprattutto in una delle nazioni più complesse dove fare impresa come l’Italia, fa sorridere e pensare.
In un momento dove le tendenze sono il precariato utilizzato come strumento strategico e l’offshoring, pensare che un’azienda che viene percepita come dinamica, innovativa, in crescita, con un modello di business sull’IT diverso tale da rendere pensierose molte aziende leader del settore, pensi che le sue risorse umane (TUTTE) sono così strategiche, così di valore, da dare incondizionatamente un aumento del 10% è piuttosto strano.

Nello stesso periodo, Evan Williams, il fondatore, il “papà” di Twitter, ha deciso di Evan Williamsrinunciare al suo ruolo di CEO di Twitter, assumendo solo il ruolo di responsabile dello sviluppo di prodotto, e provvedendo ad ingaggiare un manager che si preoccupi di gestire la “sua” azienda.
Anche questa notizia, vista da una nazione dove c’è la minore percentuale di manager con MBA d’europa, dove i politici hanno l’età media più alta, e dove le aziende raramente sopravvivono ai salti generazionali, suona davvero strana.

E’ però certamente vero che, grazie anche ai venture capitalist, tutte le idee più innovative e stimolanti delle nuova Web Economy, arrivano da un’altra parte. E l’Italia, paese ricco di cervelli e creatività, vede emigrare all’estero le sue risorse migliori, e vede la sua economia non solo in difficoltà, ma anche con una visione strategica pessima.

E questo il futuro che vogliamo? o forse è venuto il momento per cambiare punto di vista, cambiare paradigma?
Spesso sento dire che la colpa di questo impoverimento, di questa decadenza è il governo, la politica, le istituzioni. Certo è vero che non stiamo certo esprimendo una grandissima classe politica, ma tutto questo non è forse il prodotto di una società che fatica a smarcarsi da approcci negativi e di convenienza personale?

Non è naturalmente tutto così, c’è tanta, tantissima “bella Italia” la fuori, ma rischia di essere fagocitata da un rumore di fondo molto negativo.
Mi capita spesso di andare all’estero e di vedere le differenze culturali e di approccio, e non posso pensare che non si riesca a sfruttare quell’immenso potenziale creativo e intellettuale che ci caratterizza.
Basta pensare solo al presente, basta rifiutare le sfide, basta anestesie cerebrali!

Ho un sogno, quello di poter crescere un figlio in un’Italia diversa, stimolante, brillante e in crescita, che bella speranza riuscire a realizzarlo.

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About Andrea Pescino

I'm a digital technology expert, passionate about the impact technology and data could bring to the world. Now contributing actively to tackling biggest challenges of our times with the usage of data, digital techologies and expertise.
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