Ricordo ancora il primo giorno. Lo ricordo bene, nitido, come fosse ieri.
Non ricordo precisamente la data, anche se l’anno è indimenticabile: Era il 1981, avevo 10 anni, e mio padre entro in casa con uno dei suoi regali bizzarri. Non erano automobiline però, o soldatini, era una strana scatola nera con dei tasti, era uno ZX81.
Da allora ho conosciuto l’informatica, in un modo strano, difficile da spiegare, forse anche difficile da comprendere in assoluto.
Ho visto i grandi sistemi, i “linguaggi di programmazione” formali derivanti dalla matematica, o orientati al risultato (Fortran, Pascal, RPG, Cobol persino il LOGO!).
Ho visto nascere la logica delle reti distribuite (ricordo ancora con emozione il primo collegamento ad ITAPAC), l’ascesa e (spesso) la caduta di grandi aziende (Borland, Ashton-Tate, Novell, WordPerfect), l’evolversi di tecnologie complesse e oscure in un insieme di funzioni e servizi sempre più semplici, sempre più diffusi.
Siamo senza dubbio di fronte ad un altro salto quantico, ad un “big shift” come dicono i nostri colleghi d’oltreoceano. La consumerizzazione dell’IT, la disponibilità della connettività, la proliferazione di apparecchi mobili che vanno oltre il semplice concetto di PC, e la costruzione di servizi “nella nuvola” sono un insieme di fattori straordinariamente determinanti per tracciare un futuro che possiamo immaginare, ma che certamente non indovineremo con certezza.
L’intersezione di questo shift culturale con la crisi economica (che è ben più strutturale rispetto a quanto fatto emergere “semplicemente” dalle criticità del sistema finanziario senza controlli (con la famosa logica fantasiosa del mercato che si “auto-regola”) e della globalizzazione (quindi diversità, quindi decrescita) porterà ad un nuovo mondo, ad un nuovo futuro.
Naturalmente capire cosa accadrà, come si evolverà il nostro futuro è più materia di sociologi o economisti, ma certamente l’IT, L’Information Technology, si sta evolvendo da supporto a fattore determinante. E’ fuori dal mio contesto capire come si sviluppa la società, posso solo osservare e cercare di capire, ma sarà un piacere condividere e confrontarsi su quanto sta accadendo nel mondo ormai colorato della tecnologia dell’informazione.